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Giacomo Anedda


♦ Faccio di tutto per non darlo a vedere ma, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, la mia sfera psichica è peggiorata sempre più e senza che si sia trovato un rimedio o una medicina per uscire dal tunnel. Un quotidiano malessere che non mi abbandona, anche adesso mentre scrivo. Tachicardia, palpitazioni, tensione muscolare, senso di oppressione, respirazione rapida e affannosa; stordimento e vertigini, sono solo alcuni dei sintomi che, affermati specialisti, hanno inutilmente cercato di scacciare.
L’inquietudine risale più o meno al finire del secolo scorso, pare sia coincisa con l’incontro col nuovo responsabile commerciale dell’impresa per la quale si operava in esclusiva. Prima di allora si aveva la convinzione di svolgere un lavoro affidabile, convinti di essere utili per la società civile e per il mercato assicurativo. Un ruolo, quello dell’Agente (con la A maiuscola) che si riteneva insostituibile, nell’immediato, ma anche per gli anni a venire.
Improvvisamente ci venne detto che la nostra professione, non sarebbe stata poi così eterna, come avevamo invece sempre creduto. Il responsabile commerciale non voleva spaventarci, ma solo aprirci gli occhi; metterci nelle condizioni di fare scelte ponderate, nel nostro stesso interesse: “stanno nascendo le compagnie telefoniche e tra breve vi sfileranno il mercato delle polizze Rcauto. Organizzatevi e non fatevi trovare impreparati, lasciate perdere l’auto che non interessa più a nessuno e concentratevi sul ramo vita!”. Affermava con invidiabile sicurezza.
Una volta squarciato il velo che ci impediva di vedere le cose, per come realmente stavano, è stato un succedersi di previsioni negative, una più drammatica dell’altra. Dirigenti di impresa, analisti economici, esperti sociologi, giornalisti del settore, amministratori delegati e finanche qualche indovino, prospettavano per il mercato assicurativo, cambiamenti talmente profondi, che avrebbero inevitabilmente inciso sulla nostra figura professionale, provocandone la fine.
I messaggi erano inequivocabili: “se non vi avvalete di un consulente finanziario, difficilmente potrete continuare a vendere le polizze infortuni, malattia e anche vita. Se non vi adeguate, da qui a poco tempo sarete costretti a chiudere i battenti”. “Se non vendete le polizze vita di ispirazione finanziario, finirete inevitabilmente per indurre la clientela in braccio alle banche che, (tanto per cambiare), si prenderanno l’intero pacchetto assicurativo”.
E ancora: “Se non alimentate il data base dell’impresa, integrandolo con le informazioni personali dei vostri clienti, questi saranno contattati da altre organizzazioni e voi resterete senza clienti”. Per non parlare poi delle minacce provenienti dal mondo dell’informatica e dal proliferare dei siti internet e di comparatori. Di campagne pubblicitarie sempre più aggressive con lancio di tariffe super convenienti, al contrario di quelle riservate alla rete agenziale. Tutti a cantare il de profundis per gli agenti, dando per certo che gli italiani, avrebbero cambiato abitudini e stipulato le polizze direttamente dal salotto di casa.
Secondo l’autorevole opinione dei sedicenti esperti di mercato, il non volersi sottomettere alle strategie tecnologiche delle mandanti, significava per le agenzie, subire l’inevitabile declino economico. Per i grandi manager, profumatamente retribuiti anche grazie al lavoro degli agenti, bisognava prendere atto che i consumatori vogliono risparmiare e non sono interessati ad un consulente in carne e ossa, se devono pagarlo con polizze maggiorate. Ne erano talmente convinti, che una nota compagnia telefonica, aveva impostato la sua campagna pubblicitaria, puntando sull’assenza di intermediari, equiparati a inutili e costosi profittatori.
Ebbene nonostante le distopiche previsioni di individui malati di utili e di dividendi, gli agenti non soltanto hanno continuato e continuano a esistere, ma come dimostrato da recenti indagini consumeristiche, hanno visto accresciuto il consenso dei consumatori nei loro riguardi.
L’ansia e tutti i sintomi elencati ci sono ancora, perché le minacce non sono finite e si rigenerano sotto altre forme, seguendo le mode del momento. Per fortuna grazie anche alla costante azione sindacale dello Sna, il quale da anni investe sulla formazione imprenditoriale degli agenti, la categoria ha vinto tante sfide e vincerà anche quella riguardante l’intelligenza artificiale.
Giacomo Anedda

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