Domenica, 04, Ott, 3:23 PM

Social Network :


MILANO - La Fondazione Mapfre ha pubblicato nei giorni scorsi la Classifica 2025 dei maggiori Gruppi assicurativi europei per fatturato. Saldamente in testa Allianz con il 17,7% di share, seguita da Axa con il 15,5%. Prima delle italiane Generali che con il 9,7 scavalca al terzo posto Zurich con il 9,6%, diciannovesima Unipol con l’1,7 di share.
La quota di mercato dei primi cinque Gruppi assicurativi europei è pari al 60,8% e dei primi 10 del 79,8%, due dati che confermano l’anomalia del mercato italiano dove le quote sono rispettivamente del 75% e dell’85%.
Le differenze si appiattiscono molto se prendiamo in esame la classifica rami Danni, visto che i primi cinque Gruppi fanno proprio il 60,7% del mercato, mentre in Italia si aggiudicano il 62,1%, i primi 10 raccolgono il’81,1% in Europa e l’84% in Italia. Generali sempre prima elle italiane al 5° posto con una quota dell’ 8,5% e Unipol al 12° con una quota del 2,2%.
Il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi commenta così i dati pubblicati dalla Fondazione Mapfre: “La concentrazione del settore prosegue senza sosta ed ha raggiunto livelli preoccupanti, che rischiano di compromettere il corretto funzionamento del mercato. Sottolineo invece con soddisfazione che i principali Gruppi a livello sovranazionale sono quelli che operano prevalentemente tramite le rispettive reti agenziali tradizionali e questo consolida la centralità del canale agenziale quale fattore di successo per le compagnie e per il settore. In realtà – ha proseguito - si tratta di un mercato che potremmo definire sterile, nel senso che da tempo, specie in Italia, non si affacciano all’orizzonte nuove compagnie e questo deprime il potenziale competitivo e di crescita di un mercato i cui numeri sono destinati a crescere e molto nei prossimi anni”.
Il Presidente Demozzi ha poi concluso affermando che “i tentativi di disintermediare gli agenti portati avanti da quasi tutte le grandi compagnie assicuratrici, almeno in Italia, non hanno dato i frutti sperati e anzi hanno comportato enormi perdite economiche per le stesse compagnie, oltre ad avere compromesso, in molti casi, la qualità delle relazioni industriali con gli agenti. Questi ultimi, gli agenti, non solo sono rimasti centrali nella distribuzione delle polizze in Italia, ma hanno consolidato la loro leadership confermando, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, la supremazia del rapporto fiduciario con il cliente rispetto alla tecnologia e anche al fattore prezzo”.
Roberto Bianchi

ARCHIVIO NOTIZIE

GRUPPI AZIENDALI ACCREDITATI SNA