MILANO - Il Disegno di legge annuale sulla Concorrenza 2026, approvato dal Governo e ora avviato al percorso parlamentare, contiene alcuni interventi che riguardano anche il mercato della Rcauto. Tra gli obiettivi dichiarati vi è quello di intervenire sulle persistenti differenze territoriali dei premi assicurativi, un tema che da anni alimenta il dibattito tra istituzioni, imprese, intermediari e consumatori.
Come sempre, però, è necessario mantenere equilibrio e prudenza. Tra un testo approvato dal Governo e la norma che entrerà realmente in vigore esiste un lungo percorso parlamentare, fatto di confronti, audizioni, emendamenti e possibili modifiche. È quindi prematuro esprimere giudizi definitivi su quello che sarà l’impianto finale della riforma.
Proprio per questo motivo, lo Sna, attraverso la propria Commissione Studi Rcauto, seguirà con la massima attenzione ogni fase dell’iter legislativo. Negli ultimi anni la Commissione ha dimostrato di essere uno dei pochi soggetti che ha affrontato il tema con continuità, formulando proposte concrete e documentate, sempre con l’obiettivo di rendere il mercato più trasparente, più competitivo e più favorevole ai consumatori senza compromettere gli equilibri tecnici del sistema.
Un primo elemento, tuttavia, merita già oggi di essere evidenziato. Nel testo governativo compare infatti un principio che lo Sna sostiene da tempo: la necessità di una maggiore trasparenza nei criteri con cui le compagnie determinano premi, condizioni e processi decisionali che incidono sull’offerta assicurativa.
È un passaggio importante. Da anni sosteniamo che un mercato realmente concorrenziale non può fondarsi su criteri opachi o su meccanismi difficilmente comprensibili per cittadini e intermediari. La trasparenza non rappresenta un ostacolo all’innovazione né limita la libertà imprenditoriale delle compagnie. Al contrario, costituisce il presupposto indispensabile affinché la concorrenza sia effettiva e non soltanto teorica.
Sapere con quali logiche vengono applicati determinati criteri tariffari, quali fattori incidono realmente sul premio e quali processi governano le decisioni commerciali significa consentire al consumatore di effettuare scelte più consapevoli e permettere agli intermediari di svolgere pienamente il proprio ruolo di consulenti. Il fatto che questo principio trovi oggi spazio nel testo del Governo rappresenta certamente un segnale positivo e dimostra come temi portati avanti con costanza possano progressivamente entrare nel dibattito istituzionale. Naturalmente questo è soltanto il primo passo.
Le dichiarazioni di principio dovranno tradursi in norme concrete, efficaci e realmente applicabili. Troppo spesso, in passato, obiettivi condivisibili sono rimasti sulla carta oppure hanno prodotto risultati inferiori alle aspettative. Per questo motivo lo Sna continuerà a vigilare affinché dalle parole si passi ai fatti.
Ma continuerà anche a sostenere quella che considera una fondamentale regola di buon senso: la trasparenza, da sola, non basta. Occorre che essa sia accompagnata da criteri chiari, verificabili e realmente comprensibili, affinché ogni assicurato possa conoscere le ragioni delle differenze di premio e avere la certezza che tali differenze siano giustificate esclusivamente da elementi tecnici oggettivi e non da logiche commerciali non verificabili. È questa la direzione nella quale, come Sindacato nazionale agenti, ci battiamo da sempre.
Il percorso legislativo è appena iniziato. Lo seguiremo con attenzione, spirito costruttivo e senso di responsabilità, pronti a formulare osservazioni e proposte ogni volta che sarà necessario. Perché migliorare il mercato della Rcauto significa tutelare contemporaneamente i consumatori, valorizzare il ruolo degli intermediari professionali e rafforzare la credibilità dell’intero sistema assicurativo.
La trasparenza è finalmente entrata nel dibattito istituzionale. Ora la vera sfida è trasformarla in una realtà concreta.
Massimiliano Pro
Dalla trasparenza ai fatti: il Ddl Concorrenza 2026 e la sfida dell’Rcauto
