♦ Sentiamo parlare di Rcauto da anni, ma la verità è che non sono mai riusciti ad arrivare a una soluzione tecnica stabile. Il problema non è la tecnica in sé, ma il fatto che interessi diversi spingono in direzioni opposte.
Da una parte ci sono le compagnie, sempre più orientate alla profilazione dettagliata del rischio.
L’obiettivo è chiaro: costruire tariffe su misura per aumentare i margini e, quindi, gli utili. Il risultato sono algoritmi complessi, che generano risultati incomprensibili per chiunque, clienti compresi.
Cambiano velocemente, senza trasparenza, e noi agenti fatichiamo a spiegare il perché di un prezzo. Peggio ancora, a volte questi algoritmi possono creare distorsioni: pensate a un sistema che dia premi più bassi ai clienti meno fedeli per attrarne di nuovi. È chiaro che diventa un problema di equità.
Dall’altra parte ci sono i clienti, e quindi la politica, che chiedono semplicemente di pagare meno.
Come Commissione Studi Rcauto dello Sna ci troviamo nel mezzo. E abbiamo capito una cosa fondamentale: non esiste una riforma che faccia pagare meno tutti. Ogni intervento redistribuisce i costi. Se qualcuno paga meno, qualcun altro pagherà di più.
La nostra proposta pratica si basa su tre pilastri concreti.
Il primo è creare concorrenza reale. Non teorica, ma vera, più mandati per gli agenti significano più offerta, più confronto e, di conseguenza, maggiore pressione sui prezzi. Non risolve tutto, eppure aiuta a riequilibrare il mercato.
Il secondo è la lotta all’evasione assicurativa. Chi non è assicurato scarica il costo sugli altri. Allargare la platea significa aumentare la mutualità e abbassare i premi medi.
Il terzo è la trasparenza sugli algoritmi. Abbiamo chiesto con forza che le compagnie rendano pubblici i criteri dei loro sistemi. Serve solo a capire i prezzi e crea concorrenza tra le compagnie e una pressione etica e mediatica da parte dei consumatori, impedendo che si producano premi ingiusti o privi di base tecnica. Un tempo le tariffe erano consultabili, oggi gli algoritmi cambiano rapidamente senza avvisare nessuno. Ripristinare la trasparenza significa ristabilire fiducia e correttezza nel rapporto con i clienti.
Infine, il tema dei limiti dei premi Rcauto. L’assicurazione è obbligatoria per legge, quindi non possiamo permettere che alcune persone si trovino di fronte a premi impossibili da pagare. Per questo proponiamo l’introduzione di una soglia massima di premio per ciascun rischio, un limite oltre il quale la compagnia non può salire, un po’ come avviene per i mutui con il tetto dei tassi usurari. Questo garantisce che l’assicurazione resti accessibile a tutti, evitando che il premio eccessivo diventi un modo per aggirare l’obbligo a contrarre.
In sintesi, il nostro lavoro è rendere l’Rcauto sostenibile, comprensibile e trasparente per tutti, senza nascondere i problemi e senza soluzioni di facciata. Questa è la filosofia che guida ogni proposta che portiamo avanti nella Commissione.
Massimiliano Pro
Rcauto: meno slogan, più soluzioni concrete
