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Roberto Bianchi

 

♦ Che ne dite di parlare dell’annuncio rilasciato alla stampa da Banca Sella e Yolo, riguardante il lancio di “micropolizze digitali istantanee Genertel via smartphone”?
Si tratta evidentemente di una notizia minore, data la ridotta dimensione del business che deriverà da coperture assicurative di durata variabile tra le 24 ore e i 30 giorni, eppure ritengo che la valenza strategica di questa scelta commerciale non sia altrettanto trascurabile. Posto che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina, come diceva un discusso statista della Prima Repubblica definito dal suo avversario storico “Belzebù”, faccio appello alle mie reminiscenze di studente appassionato di matematica, per elaborare la seguente equazione: l’acquisizione della titolarità e della proprietà industriale dei dati della clientela : (sta) agli accordi dati con i Gaa = (come) la omnicanalità : (sta) all’utilizzo digitale di quei dati attraverso i canali non professionali.
Se sviluppiamo tutti i passaggi, vedremo che il risultato di questa operazione sarà ancora una volta = (uguale a) disintermediazione che potremmo definire come un vero e proprio “valore atteso” in quanto riscontrabile in un gran numero di prove anche diverse (mensilizzazione dei premi, utilizzo del pos di compagnia con versamento degli incassi sui conti della mandante, investimenti stellari nelle compagnie dirette, partnership con banche e Poste, accordi commerciali con i comparatori).

Continuando a pensare male, suggerisco pertanto di rapportare questo risultato, evidentemente più logico che matematico, con il combinato disposto degli accordi dati e in particolare quelli sottoscritti di recente in casa Generali, con l’interruzione unilaterale da parte dell’Ania del tavolo di trattativa per il rinnovo dell’Ana proprio sul tema della titolarità e proprietà industriale del dato, con il continuo lancio di prodotti digitali che non prevedono l’intermediazione dell’agente. Risulterà evidente anche ai più fanatici delle buone relazioni industriali, che la strategia di medio periodo dell’industria assicurativa italiana è sempre la stessa: marginalizzare il ruolo degli agenti nella distribuzione assicurativa del Bel Paese. Un tormentone che imperversa nei corridoi delle compagnie italiane, nonostante la preferenza degli assicurati ricada ancora largamente sul rapporto diretto con il proprio agente di fiducia, a dispetto degli investimenti stellari effettuati dalle compagnie nella conquista del rapporto diretto con il cliente.
Mi rendo perfettamente conto che parlare di certi argomenti rischia di scatenare polemiche, talvolta più che aspre, da parte di coloro i quali, dicendosi disallineati dal pensiero unico dominante, rivendicano a sé il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero, non di rado sparando raffiche di insulti ad altezza d’uomo a danno della reputazione personale dei sindacalisti più ortodossi che rappresentano l’ampia maggioranza. Eppure non posso esimermi dal rimarcare che il gruppo dirigente del Sindacato ha perfettamente compreso l’importanza dei dati, tanto nelle strategie di sviluppo delle imprese, quanto nell’economia della più piccola delle agenzie ed è per questo motivo che sollecita i Gruppi agenti a non avanzare in formazione sparsa mettendo a rischio, attraverso la sigla di sconsiderati integrativi aziendali, il potere negoziale dell’intera categoria.
Chi continua a farlo deve assumersene la responsabilità, perché il gioco si è fatto duro e non lascia spazio ad alcuna ingenuità. Eccone una prova, Gianluca De Cobelli, amministratore delegato di Yolo, l’abilitatore tecnologico che mette Banca Sella nella condizione di vendere le polizze di Genertel e Genertelife, si dice convinto che “la trasformazione digitale che sta vivendo il settore assicurativo contribuirà a far crescere, nei prossimi anni, il numero di banche coinvolte nella distribuzione di polizze digitali”. E come dargli torto, almeno fino a che gli agenti continueranno a riempire i data base delle mandanti di dati che hanno impiegato una vita a farsi rilasciare dai propri clienti?
Roberto Bianchi

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