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Paolo Angelini


ROMA - Il Presidente dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni Paolo Angelini presenta oggi presso il Centro Convegni Carlo Azeglio Ciampi a Roma la consueta Relazione Annuale, un appuntamento in occasione del quale saranno forniti, agli addetti ai lavori e agli analisti, i dati riferiti al mercato assicurativo italiano e all’attività svolta dall’Ivass nel 2005. Le imprese italiane vigilate al 31 dicembre dello scorso anno erano 85, di cui 4 rappresentanze di assicurazioni esterne allo Spazio economico europeo (See), alle quali si aggiungono le 885 che operano in libera prestazione di servizi e quindi sono sottoposte anche alla vigilanza da parte dell’Autorità del Paese d’origine per ciò che concerne la propria solidità finanziaria e la propria solvibilità.
Questi numeri meritano una prima riflessione sulla concentrazione del mercato italiano nei portafogli di pochi gruppi assicurativi. Si consideri infatti che nei rami Danni i primi 5 Gruppi raccolgono oltre il 60% dei premi e nel ramo Vita i primi 10 detengono intorno all’80% delle quote. Una limitazione della concorrenza reale che non si verifica nei mercati più simili al nostro come la Francia ove operano oltre 520 tra compagnie e mutue, la Spagna che ne registra170 compagnie, la Germania circa 500. Nel contempo, il numero degli intermediari assicurativi autorizzati dall’Ivass a operare in Italia è di poche unità inferiore alle 229 mila unità, di cui ca. 31 mila agenti e broker, 379 intermediari bancari e finanziari, 197 mila collaboratori e subagenti.
La raccolta cresce sia sul versante del ramo Vita che raggiunge i 118,6 mld/€ e fa segnare un +7,3% rispetto al 2024 trainato dalle polizze Unit Linked, a fronte di un eccellente Roe del 14,6%, sia su quello dei rami Danni che si attestano a 43,6 mld/€ con un +6,6% rispetto all’anno precedente e un Roe altrettanto elevato pari al 13,3%. Il rapporto tra il Pil e i premi complessivi raggiunge il 7,2% del Pil italiano (+0,3% rispetto al 2024), un risultato sicuramente soddisfacente nel ramo Vita che concorre al 5,3% (5,0% nel 2024), anche se ancora insufficiente per i rami Danni fermi all’1,9% al pari dell’anno precedente. Le cose dovrebbero migliorare quest’anno, sia pure in misura limitata, per effetto dell’obbligatorietà, posta in capo alle imprese, di assicurare i rischi Cat-Nat stimate attualmente in circa 700.000 unità pari al 12-13% del totale, con un costo medio di 203 euro all’anno che variano in modo significativo a seconda dell’area geografica in cui sono ubicati i beni assicurati.
Le compagnie confermano una elevata solvibilità media del 270% e investimenti per oltre 750 mld/€ (+3,2 sul 2024) dei quali il 43% in titoli di stato, anche esteri, e il 35,1% in obbligazioni societarie e quote di Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (Oicr), numeri che non stupiscono, visti gli utili di esercizio realizzati dall’industria assicurativa negli ultimi anni. L’investimento complessivo, compresi i premi dei clienti che contengono strumenti finanziari con margini di rischio più elevati, raggiunge i 1.100 mld/€, una cifra enorme superiore, tanto per definirne comparativamente l’entità, a oltre 1/3 del debito pubblico italiano.
Per concludere questa breve analisi preliminare alla quale faranno seguito ulteriori approfondimenti nel numero 158 della rivista "L’Agente di Assicurazione" attualmente in fase di realizzazione, riserviamo uno sguardo alle polizze Rcauto il cui premio medio ha segnato un incremento sul 2024 del 3,5% con tendenza a una leggera diminuzione, raggiungendo i 432 €, più alto di 41 € rispetto alla media dei Paesi europei. L’attività dell’Ivass in questo comparto comprende un’approfondita indagine conoscitiva condotta allo scopo di elaborare possibili correttivi da apportare ai meccanismi che regolano la convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto (Card) e alle dinamiche evolutive del Bonus Malus, ormai inadeguate alle attuali esigenze del mercato.
Dopo il briefing con la stampa, cui si riferiscono le presenti note, ha preso avvio la presentazione della relazione sulle attività dell’Autority nell’anno 2025 con la lettura, a cura del Presidente Angelini, delle proprie Considerazioni che alleghiamo al presente articolo per comodità di consultazione.
Roberto Bianchi

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