♦ Ogni presidenza, che si tratti di quella inerente alla politica di governo nazionale, oppure a quella sindacale, si caratterizza sempre per alcuni elementi distintivi, che la identificheranno. Se c’è una cosa a mio parere che contraddistingue la presidenza Demozzi nei suoi anni di mandato da quelle che l’hanno preceduta, senza naturalmente nulla togliere ad esse, sono la dedizione allo studio degli argomenti e la meticolosità nel preparare gli stessi, con la consapevolezza che solo così si possa affrontare qualsivoglia tavolo di trattativa e lo posso affermare anche per esperienza personale.
Per questo la nascita della Scuola permanente politico-sindacale non mi meraviglia affatto, anzi ritengo si tratti della naturale evoluzione che prima o poi avrebbe dovuto realizzarsi, per poter essere Demozzi, anche in questo, coerente con la propria linea politica. Una dedizione scrupolosa al ruolo di rappresentanza affidato democraticamente dagli iscritti al Sindacato, con l’obiettivo di non lasciare nulla di intentato e comprendendo che solo così si possono costruire posizioni negoziali sostenibili, condurre efficacemente le numerose trattative e soprattutto avere piena consapevolezza di come funzionano le relazioni industriali.
Tutto ciò è da sempre stato molto chiaro al Presidente Demozzi ed ai colleghi che ha scelto nel tempo per comporre le sue squadre di governo. Con la nascita di questo percorso formativo è come se tale modello, adottato all’interno dei suoi Esecutivi Nazionali, si estendesse a qualunque dirigente sindacale che abbia la volontà di mettersi in gioco e soprattutto in discussione per imparare ad essere un sindacalista competente e al passo con il sistema economico e sociale con cui dobbiamo confrontarci durante la nostra attività sindacale.
Tra i principali obiettivi che si prefigge la scuola sindacale c’è infatti proprio quello di formare dirigenti sindacali capaci di interpretare il proprio ruolo individualmente e soprattutto collettivamente, perché l’organizzazione sindacale deve essere vissuta come un organismo univoco che, nel suo insieme, sia ancora più efficace nell’affrontare le numerose sfide alle quali è chiamato a rispondere ogni giorno, per il bene della categoria. Tale necessità nasce si comprende vivendo la vita sindacale attivamente, laddove ci si accorge di quanto siamo diversi gli uni dagli altri, rispetto a come la pensiamo rispetto ai vari temi sindacali di maggior interesse. Siamo diversi anche nel modo in cui interpretiamo le varie cariche ricoperte e nel modo in cui le interpretiamo. Diversità che ad un certo punto devono essere canalizzate correttamente, al fine che non diventino ostacolo all’organizzazione sindacale complessiva.
È molto importante non pensarla tutti allo stesso modo anche se, facendo parte di un’unica organizzazione sindacale, dobbiamo avere la formazione e per certi versi l’umiltà necessarie per fare sintesi comune dei vari pensieri, realizzando quello più efficace per gli interessi della categoria. Per evitare quelle che personalmente definisco pericolose fughe in avanti (o indietro), che rischiano di danneggiare mesi ed anni di lavoro politico sindacale, abbiamo bisogno di sindacalisti sempre più preparati e soprattutto consapevoli che la rappresentanza non è un qualcosa di individuale, quanto piuttosto di molto più ampio e complesso, dove ci sono ruoli e responsabilità diverse soggette a una gerarchia precisa da rispettare, comportandosi nel rispetto di essa, al fine di non essere da ostacolo al lavoro svolto.
Penso che questi punti saranno parte di quelli che caratterizzeranno lo studio all’interno della scuola permanente politico-sindacale di Sna, con l’obiettivo di creare un modello capace di sviluppare maggiori competenze tra noi, generando un patrimonio comune. Con il primo modulo che prenderà il via il prossimo martedì (29 settembre, ndr), entrerà nel vivo la formazione ed a tal riguardo vorrei fare i miei complimenti al collega Marcello Bazzano – Responsabile Formazione Sna - che ha sempre creduto nell’importanza della nostra formazione professionale, dedicando tanto del suo tempo, sottratto al lavoro, come in questa occasione. La nostra formazione è diventata di grande livello e oggi penso di poter affermare, senza rischiare di essere smentito, che rappresenti un’eccellenza per il Sindacato e per tutti noi che ne possiamo beneficiare. Con la scuola permanente politico-sindacale pertanto, cari colleghi, non ci sono più scuse per dire di non essere sufficientemente coinvolti a far parte efficacemente della nostra organizzazione, c’è solo da prenderne parte, convinti però di mettersi in discussione per voler imparare qualcosa di nuovo.
Spero che alla prima giornata di scuola saranno presenti in maniera integrale tutti i dirigenti e quadri del Sindacato, perché farlo non vuol dire soltanto condividere concretamente questo progetto, ma lo impone anche quel senso di appartenenza e responsabilità che derivano da ruoli sindacali ricoperti.
Andrea Pieri
Quando la conoscenza può fare la differenza. Nasce la Scuola Politico Sindacale Sna
