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Claudio Demozzi


MILANO - Abbiamo sentito il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi mentre questa mattina (15 dicembre, ndr) si accingeva a trasferirsi a Roma, a proposito della segnalazione che il Sindacato ha inoltrato all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), avente ad oggetto l'Accordo-dati Generali e l'Accordo cliente-compagnia che viene fatto sottoscrivere a ciascun assicurato al momento della firma della polizza.
Un passo necessario, dunque?
"Purtroppo l'azione condivisa con il Comitato dei Presidenti di GAA, finalizata proprio ad evitare che fossero sottoscritti Accordi in pejus sul tema dei dati dei clienti, non ha sortito fino in fondo l'effetto sperato e cioè non ha impedito che qualche GAA sottoscrivesse, comunque, Accordi critici che possono danneggiare gli interessi degli agenti e dei loro clienti. Quando la situazione precipita e la capacità negoziale in ambito aziendale appare compromessa, non resta che interessare le Autorità preposte. Siamo la parte debole ed in casi come questo ce ne rendiamo conto in maniera fin troppo evidente".
Qualche considerazione sul contenuto di questi Accordi?
"Nell'esposto abbiamo elencato alcune delle criticità più gravi contenute in questi documenti, criticità che abbiamo prontamente segnalato anche ai vertici dei Gruppi Aziendali Agenti interessati. A quanto pare, tuttavia, i GAA sono andati per la loro strada senza opporsi ad alcuni stravolgimenti introdotti dalla compagnia, come l'assunzione del ruolo di consulente del cliente da parte della mandante, che sembra sottrarlo all'agente, attraverso una pattuizione scritta, firmata dai clienti agenziali.
Eppure molte delle regole contenute nella Direttiva Idd (e nella normativa primaria e secondaria che vi ha fatto seguito) pongono in primo piano il dovere dei distributori assicurativi, cioè degli agenti e dei loro subagenti e collaboratori, di analizzare coscienziosamente i demands and needs dei loro clienti, in modo tale da consentire loro di comprendere al meglio il perimetro dei loro rischi e di poter scegliere soluzioni assicurative effettivamente calzanti alle loro esigenze di protezione. Come si può accettare che tale delicato compito, che costituisce l'anima del nostro lavoro consulenziale, sia assegnato alla compagnia e non all'agente, come espressamente previsto dal documento Generali chiamato profilo-cliente?
Ma è soltanto un esempio, fra i tanti possibili...".
Non si poteva trovare una soluzione di compromesso, senza aprire questo nuovo fronte di scontro tra agenti e compagnie?
"Probabilmente si e spettava ai vertici dei Gruppi Agenti, che per quattro anni, stando alle loro dichiarazioni, hanno trattato questo tema con la compagnia. Certo risulta difficile immaginare che dopo quattro anni di trattativa il risultato possa essere questo. Mi chiedo cosa ne pensino i colleghi agenti che operano per Generali. Molti di quelli che ho incontrato non conoscono i reali contenuti di questi Accordi; credo sia grave. Altri mi dicono che contano sull'azione del Sindacato per annullare gli effetti di questi Accordi.
A loro rispondo che è meglio prevenire che cercare di curare e che dunque sarebbe stato meglio opporsi con ogni forza a certe imposizioni. E' sempre la solita musica. Provi ad immaginare se non esistesse Sna o se alla guida del Sindacato non ci fosse un gruppo dirigente con le idee così chiare. Chi regirebbe e come a simili azioni della compagnia? I vertici dei GAA che riescono ad opporsi energicamente a talune ingiuste imposizioni, sono pochi. Ce ne sono, ma purtroppo sono pochi, troppo pochi".
La Redazione

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