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Ricorso del Sindacato contro Enbass, arriva la sentenza di secondo grado. Il punto del Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi

avv. Gianluigi Malandrino


MILANO - Si è tenuta il 18 gennaio la conferenza di presentazione dell’indagine del Centro Studi Assicurativi Sna sul Preventivass, il preventivatore on line il cui utilizzo, secondo il Regolamento Ivass 51/2022, diverrà obbligatorio per gli agenti a partire dal prossimo 1° marzo, per presentare ai clienti i preventivi sul contratto base delle compagnie delle quali hanno il mandato. La conferenza è stata trasmessa in diretta sul canale Tv del Sindacato nazionale agenti www.snatv.it, sul quale sarà a breve disponibile anche la registrazione in streaming.
L’indagine aveva lo scopo di valutare l’effettiva capacità del preventivatore di rispondere al diritto del consumatore a ricevere una informativa corretta, trasparente ed esaustiva anche in occasione del rinnovo delle polizze Rcauto, come prevedono le vigenti norme.
I risultati dell’indagine, illustrati dai componenti del Centro Studi Assicurativi Paolo Bullegas, Giacomo Castoldi, Michele Languino, Davide Ormezzolli e Massimiliano Pro, sono stati sorprendenti, mostrando tutte le criticità di un sistema inattuale, di difficile utilizzo e di nessuna utilità per l’utenza. A squalificare il Preventivass basterebbe il dato che ben il 99% dei premi di rinnovo sulle polizze testate forniti dal sistema non corrispondevano a quelli effettivamente praticati dalle compagnie, con differenze superiori ai 100 euro nel 61% dei casi e con punte superiori ai 900 euro. Il confronto si riferisce al “contratto base”, cioè allo standard minimo che la legge prevede per soddisfare l’obbligo assicurativo, sebbene sia ormai appurato che si tratta di uno standard che non soddisfa le reali esigenze di garanzia dell’utenza.
Ma c’è dell’altro. Il sistema vorrebbe comparare anche una serie di clausole aggiuntive, che si riferiscono a garanzie con contenuti estremamente diversi da una compagnia all’altra. Trattandosi di elementi disomogenei, il confronto risulta non soltanto inutile, ma costituisce un vulnus per la qualità della copertura assicurativa, che il cliente potrebbe acquistare pur senza essere in grado di valutare, in autonomia, la reale portata delle garanzie.
Hanno suscitato sorpresa i numeri esposti in relazione ai costi che gli agenti devono sostenere per accedere sistematicamente al Preventivass per adempiere all’obbligo loro imposto: è stato calcolato che in un’agenzia monomandataria di medie dimensioni, con un portafoglio auto di 1,5 milioni di euro, considerati i tempi medi necessari per il caricamento dei dati e la preventivazione, con riferimento al costo medio di una risorsa impiegata in agenzia, il costo annuo stimato è di 4.554 euro, che sale fino a 9.108 euro per un’agenzia plurimandataria.
Nel corso dei lavori è intervenuto in collegamento il Presidente Nazionale di Confconsumatori Marco Festelli, il quale, indirizzando un saluto ai partecipanti, ha ribadito la posizione dell’Associazione consumeristica sul tema del Preventivass, già condivisa con Sna in altre occasioni. In sostanza, gli strumenti che nascono per stimolare la pluralità dell’offerta a vantaggio del consumatore sono apprezzabili, a condizione che siano ben costruiti e capaci di rispondere effettivamente alla propria funzione. Sulla stessa linea l’intervento del Presidente regionale Lombardo della Confconsumatori Alessandro Palumbo, intervenuto nel confronto con il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi e il Presidente del Comitato dei Gruppi Agenti Dario Piana nella seconda parte della conferenza.
Dario Piana ha giudicato molto severamente l’obbligo di consultazione del Preventivass imposto agli agenti e la discriminazione con le altre categorie di intermediari, come i broker, che sono esonerati da questo gravoso impegno. Claudio Demozzi ha sottolineato l’inutilità di un sistema che compara un contratto base che, probabilmente, pochissime polizze sul mercato adottano, essendo le stesse, com’è noto, ormai quasi tutte fortemente personalizzate sulla base delle esigenze del cliente.
L’avv. Gianluigi Malandrino, intervenuto in collegamento, ha chiarito diversi aspetti sui temi regolamentari e legislativi, anche in riferimento alle motivazioni del ricorso al TAR presentato dal Sindacato contro il Regolamento Ivass 51/2022. E in tarda mattinata è giunta la notizia del pronunciamento del TAR. Il ricorso è stato solo parzialmente accolto, con l’annullamento della disposizione regolamentare che imponeva agli agenti di raccogliere e conservare dichiarazioni degli assicurati relative alla eseguita preventivazione, con tanto di numeri di preventivi consultati. Un risultato parziale, comunque un tassello importante per il Sindacato, che farà le proprie valutazioni per stabilire se ricorrere al Consiglio di Stato in relazione alla discriminazione operata dal Regolamento tra agenti e broker, ma anche sulla possibilità di cercare di ottenere per via legislativa una radicale modifica dell’articolo 132 bis del Codice delle Assicurazioni.
Ma a prescindere da questi aspetti, ciò che è emerso in modo chiaro a seguito dell’indagine del Centro Studi Assicurativi Sna è la bocciatura sonora per uno strumento che è stato giudicato inattuale, inutile per il consumatore e addirittura pregiudizievole per i suoi interessi, produttivo di oneri rilevanti per gli agenti e per le imprese di assicurazione, slegato dai principi della normativa primaria e portatore di potenziali effetti imprevedibili per il rischio di nullità del contratto a favore del solo consumatore.
Roberto Pisano


Un momento della conferenza stampa

GRUPPI AZIENDALI ACCREDITATI SNA

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