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Graziano Piagnerelli


MILANO - Come i noto agli addetti ai lavori, l'Ivass ha duffuso il 6 febbraio scorso uno scarno comunicato con il quale si dava notizia della sospensione della facoltà dei contraenti di esercitare i riscatti regolati dai contratti di assicurazione e di capitalizzazione stipulati con Eurovita Spa.  Il termine per salvare di fatto la compagnia è fissato a fine marzo 2023. Il commissario nominato dall'Istituto di vigilanza dovrebbe riuscire a trovare un acquirente. Ci riuscirà?
Sulla vicenda abbiamo intervistato Graziano Piagnerelli, presidente storico del GATE (Gruppo Agenti anche di Eurovita fino al 2020).
Presidente, cosa ne pensa delle recenti notizie che hanno interessato la vostra ex-compagnia? Prima il commissariamento, poi il blocco dei riscatti imposto da Ivass. Vicende assolutamente inedite nel panorama delle ramo Vita nel mercato assicurativo italiano. Che idea si è fatto?
Siamo rimasti tutti molto stupiti e spiazzati dalla direzione che ha preso questa vicenda. E' la prima volta che accade ciò in Italia per una compagnia Vita. Quando ad agosto 2020 Eurovita ha deciso di chiudere il canale agenziale (circa 130 agenzie su tutto il territorio nazionale) ha di fatto scelto di abbandonare il presidio capillare che i colleghi da me rappresentati significavano per milioni di clienti. Un presidio fatto di professionisti preparati, ma anche di persone in carne ed ossa, sempre vicine al cliente.
Non avevate avuto qualche presentimento?
Da allora, non abbiamo più saputo nulla, se non per sentito dire. Non ci è dato sapere come sia poi stato gestito il business da parte degli uffici centralizzati di Eurovita e del management che ha scelto di fare a meno della propria rete agenziale. Certo, a leggere le recentissime notizie, qualche idea adesso ce la stiamo facendo. Sono certo che Ivass abbia la situazione sotto controllo e che il focus sia unicamente quello virtuoso di tutelare i risparmi degli assicurati. Staremo a vedere da spettatori interessati.
Un po' di dispiacere per le sorti di questa compagnia è innegabile...
Spiace molto rilevare come un 'gioiellino' come Eurovita Spa (ex Bayerische, ex Ergo Previdenza) sia finito in questo baratro. Si è voluto escludere gli intermediari ed ecco il risultato. C'è rammarico nel ricordare le figure carismatiche che in passato hanno creato, cresciuto e sviluppato Eurovita”.
Luigi Giorgetti

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