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ROMA - La Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il decreto n. 12570 del 27 aprile 2023, con il quale è stata definita la nuova composizione, per il quinquennio 2023 – 2028, del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel), ha attribuito alla Confsal lo stesso grado di rappresentatività della Uil, garantendo ad entrambe le confederazioni due seggi, confermando la prima come terza forza sindacale confederale e prima confederazione sindacale autonoma in Italia.
L’attribuzione dei seggi avviene a seguito di una complessa ed articolata valutazione degli elementi necessari a desumere il grado di rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro del pubblico e del privato, certificando istituzionalmente la rappresentatività di ciascuna organizzazione sindacale.
“Finalmente i soliti detrattori hanno avuto una sonora smentita ufficiale, istituzionale”, ha commentato il Presidente nazionale Sna Claudio Demozzi, che ricorda come “proprio in questi giorni alcuni colleghi hanno diramato, naturalmente sotto la copertura di una sigla anonima, alcuni messaggi con l’evidente fine di instillare nella categoria dubbi sulla reale legittimità del nostro CCNL, firmato proprio con la Confsal, definita da alcuni come sigla sconosciuta e priva di rappresentatività. Parliamo, invece, della terza forza sindacale della Nazione, con tanto di rappresentatività riconosciuta istituzionalmente.
A volte provo imbarazzo, vergogna, per il comportamento di alcuni colleghi ed ex colleghi, che evidentemente fanno della diffamazione e della disinformazione la loro attività prevalente. Forse non si rendono conto del danno, di immagine ma non solo, che il loro comportamento può causare al mondo agenziale. Al di là di questo, la notizia del riconoscimento di Confsal come terza forza sindacale nazionale non può che farci piacere perché rinforza ulteriormente la nostra architettura contrattuale. Il nostro è il CCNL di riferimento per il settore assicurativo agenziale, largamente maggioritario e su questo non ci sono dubbi!”.
Demozzi ha aggiunto che “se qualcuno pensa di far ritornare il Sindacato ai tempi delle bande e delle scorribande, si sbaglia di grosso! Non lo permetteremo. La discussione si fa secondo le regole della democrazia, negli Organi statutari e non sulle chat o con i post sui social. Per quanto riguarda il CCNL Sna/Confsal, esso continua a rappresentare un fiore all’occhiello del nostro Sindacato e la notizia di oggi rinforza la nostra convinzione”.
La Redazione

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