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MILANO - L’EIOPA ha emesso un warning che è destinato a far discutere e che accende nuovamente un faro sull’attività delle banche nella distribuzione delle polizze assicurative. Nello specifico, le banche e le Imprese assicuratrici sono espressamente invitate a garantire che i contratti CPI “offrano un valore equo ai consumatori”.
L’Ivass europea segnala altresì come questo  segmento di mercato sia ancora caratterizzato da remunerazioni elevate, pagate dalle compagnie alle banche per la vendita di queste polizze abbinate ai mutui. EIOPA lamenta altresì la mancanza di misure che impediscano l’insorgere di dannosi conflitti di interesse nei modelli commerciali di bancassicurazione. La posizione è stata assunta dopo l’accurata analisi sul funzionamento del mercato europeo delle polizze CPI abbinate a mutui, credito al consumo e carte di credito; l’analisi evidentemente ha messo in luce alcune pratiche commerciali nel settore della bancassicurazione che danneggiano i consumatori.
In Italia il Sindacato nazionale agenti ha più volte denunciato queste criticità, interessando tutte le Autorità preposte che però non hanno mai assunto una posizione chiara in merito alla proposta Sna di limitare o vietare l’attività distributiva del canale bancario, troppo spesso colpito da sanzioni che attestano la pericolosità della bancassicurazione per la tutela dei clienti. EIOPA stigmatizza come una parte significativa del costo di queste polizze sia destinato alla provvigione riservata alle banche distributrici. Tali provvigioni variano dal 30% al 70% per più della metà delle polizze CPI legate ai mutui; dal 40% al 80% per più di due terzi delle polizze CPI legate al credito al consumo e fino al 90% per la parte preponderante delle polizze CPI legate alle carte di credito.
Secondo l’Autorità europea di controllo sulle assicurazioni (EIOPA), un terzo delle banche adotta sistemi incentivanti per i propri dipendenti per la vendita di prodotti CPI ad alta remunerazione; tale modalità solleva “ulteriori significative preoccupazioni” in merito al rispetto della direttiva europea IDD che impone ai distributori di agire nel migliore interesse dei clienti.
“Altro aspetto, questo, che Sna evidenzia da sempre”, ha commentato il Presidente nazionale Claudio Demozzi, che si dice “preoccupato per l’inattività delle Autorità preposte su questo fronte. E’ giunto il momento di denunciare ancora, ad alta voce, queste modalità distributive che compromettono gli interessi dei consumatori e l’immagine del settore assicurativo; come abbiamo dimostrato più volte, la bancassicurazione presenta criticità tali da richiedere una completa revisione del modello, con introduzione di divieti che limitino le conseguenze dannose per i cittadini”.
La Redazione

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